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1^ MARATONINA DEL TAMBURINO SARDO

MEMORIAL BOSCARINI-GALLIZIOLI

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I^ MARATONINA DEL TAMBURINO SARDO “ Memorial Boscarini – Gallizioli”

Villafranca di Verona 04.04.04

Buona la prima per il Gruppo Podistico Villafranca che ha dimostrato un'ottima organizzazione durante e dopo la gara, ristori ben forniti sul percorso e all'arrivo, docce calde e ottimo pacco gara.

Domenica 04 Aprile si sono disputate a Villafranca di Verona la 1^ Maratonina del Tamburino Sardo “ Memorial Boscarini – Gallizioli” che si è svolta sulla classica distanza di km 21,097 e la XXX^ marcia del Tamburino Sardo con tre percorsi di 5, 10 e 15km che si snodavano tra le bellissime colline di Custoza.

Nonostante le condizioni climatiche da pieno autunno, una nebbia così quest’anno non si era mai vista, e la concomitanza di con la Stramilano, la Maratonina dei Dogi, la Maratona del Lamone ed altre importanti competizioni, è di notevole rilevanza la partecipazione di circa 2500 persone per la non competitiva e di 330 atleti per la Maratonina, che vedeva al via un discreto numero di atleti di buon livello, fra i quali in campo maschile il veronese  Brentegani i marocchini Moumane e Makdori il campione Italiano di corsa in salita Pagliacci e poi  Minervino , Dolci e Bogdanich mentre in campo femminile era presente il gotha dell'atletica veronese Lopes, Dall'Agnola, Goldsmith e Lorenzoni, buona è stata anche la partecipazione di atleti giunti da altre regioni.

Il percorso, ondulato, che parte dagli impianti sportivi di Villafranca e si snoda inizialmente per le vie cittadine per poi dirigersi verso le colline moreniche che circondano Custoza, è caratterizzato da alcuni tratti in sterrato, circa 6 km all’interno di frutteti e vigneti della zona, particolarmente impegnativa la prima salita, circa 700m, che porta al Tamburino Sardo, poi dopo una breve discesa si sale verso Villa Vento, una salita non impegnativa  lunga 1km, a questo punto dopo una ripida discesa e 2 km di saliscendi (percorso conosciuto ai partecipanti della maratona del Custoza) si ritorna verso Villafranca per arrivare di nuovo presso gli impianti sportivi.

La Cronaca;

In campo maschile, dopo i primi chilometri percorsi in gruppo con i migliori, il dominatore assoluto è stato l'atleta della New Food Bussolengo Adriano Brentegani che a 42 anni non finisce di stupire e taglia il traguardo in 1h09'43" seguito dai due marocchini Moumane e Mekdori rispettivamente al traguardo in 1h10'24" e 1h11'36", quarto Minervino in 1h14'23" e quinto Pagliacci in 1h14'34".
In campo femminile la selezione è iniziata all'inizio della salita del Tamburino Sardo. Infatti fino a quel momento le atlete Lopes, Goldsmith, Lorenzoni e Dall'Agnola avevano corso appaiate. La prima a non reggere il ritmo di Sonia Lopes è stata Odilla Lorenzoni, quindi ha iniziato a staccarsi anche Licia Dall'Agnola. La Lopes e la Goldsmith si sono date battaglia sul resto del percorso, ma al traguardo ad alzare le braccia è stata Sonia Lopes in 1h25'24" seguita da Sally Goldsmith in 1h25'37" e da Licia Dall'Agnola in 1h26'20". Quarta Odilla Lorenzoni in 1h27'39" e quinta Dahir Deka in 1h31'52".

Con lo sparo d’inizio dato dai giudici del CSI e le premiazioni disputate alla presenza della Vedova  Boscarini del fratello di Gallizioli Luigino, delle personalità politiche locali e di alcuni sponsor è andata in archivio la prima edizione della Maratonina del Tamburino Sardo

 

Commento di Giovanni Doni

In una mattina d'autunno inoltrato, con una fitta nebbia, si è svolta la prima edizione della maratonina del Tamburino Sardo a Villafranca di Verona. Al via circa 350 atleti con un discreto numero di atleti di altissimo livello fra i quali in campo maschile Brentegani, Bogdanich, Minervino, Pagliacci e i marocchini Moumane e Makdori, in campo femminile il gotha dell'atletica veronese Lopes, Dall'Agnola, Goldsmith e Lorenzoni.
Partenza alle ore 9.15 dagli impianti sportivi di Villafranca e dopo circa sette km di pianura si è iniziato a salire in località Tamburino Sardo, una salita di circa 700m molto impegnativa. Quindi, dopo una breve discesa, gli atleti si sono diretti in località Villa Vento (10km), una salita non ripida ma lunga circa un km, quindi discesa per circa 3 km, poi circa 2 km di saliscendi (percorso conosciuto a partecipanti alla maratona del Custoza ) e ultimi 6 km in pianura.
In campo maschile dominatore assoluto l'atleta della New Food Bussolengo Adriano Brentegani che a 42 anni non finisce di stupire e taglia il traguardo in 1h09'43" seguito dai due marocchini Moumane e Mekdori rispettivamente al traguardo in 1h10'24" e 1h11'36", quarto Minervino in 1h14'23" e quinto Pagliacci in 1h14'34".
In campo femminile la selezione è iniziata all'inizio della salita del tamburino sardo. Infatti fino a quel momento le atlete Lopes, Goldsmith, Lorenzoni e Dall'Agnola avevano corso appaiate (anch'io ero con loro). La prima a non reggere il ritmo di Sonia Lopes è stata Odilla Lorenzoni, quindi ha iniziato a staccarsi anche Licia Dall'Agnola. La Lopes e la Goldsmith si sono date battaglia sul resto del percorso, ma al traguardo ad alzare le braccia è stata Sonia Lopes in 1h25'24" seguita da Sally Goldsmith in 1h25'37" e da Licia Dall'Agnola in 1h26'20". Quarta Odilla Lorenzoni in 1h27'39" e quinta Dahir Deka in 1h31'52".
Buona la prima per il Gruppo Podistico di Villafranca che ha dimostrato un'ottima organizzazione prima, durante e dopo la gara, con percorso chiuso al traffico durante il passaggio degli atleti, ristori ben forniti sul percorso e all'arrivo, docce calde e ottimo pacco gara. Un personale ringraziamento a Davide Reggiani, Carlo Venturini e Alberto Zoccatelli.


Commento di Dario Ampezzan

Avendo lavorato 12 anni a Milano, sembrerebbe naturale tornarci in occasione della Stramilano per ritrovare i vecchi amici e respirare nello stesso tempo l'atmosfera dei grandi eventi. In più quest'anno non c'era il problema del pernottamento, essendo la partenza fissata alle ore 11.30, quindi tranquillamente raggiungibile la mattina stessa.
Invece no! Qualche settimana fa mi capita tra le mani un volantino con pubblicizzata la 1^ Maratonina del Tamburino Sardo, a Villafranca di Verona, Memorial Boscarini Gallizioli. Decido subito di dare fiducia a questa corsa, per la vicinanza a casa (7 km), perché si svolge in parte su percorsi che utilizzo in allenamento e per il basso costo di iscrizione (5 euro + 1,5 per i liberi come me). La mattina inizia con una fitta nebbia, cosa abbastanza fastidiosa per chi come me utilizza occhiali da vista, comunque meglio della pioggia prevista dai vari servizi meteo. Temperatura accettabile, tale da poter correre con la canotta PodNet.
Nota curiosa, durante il riscaldamento ascolto lo speaker annunciare i vari top runner indicando ognuno come "pappabile" vincitore (vuoi vedere che sono capitato in un paese di cannibali?). Dopo lo sparo del via, si percorrono un paio di chilometri ad anello nelle vie circostanti, si ripassa sotto l'arco della partenza e ci si avvia verso Custoza.
Sto correndo a sensazione, il Polar è in riparazione da una settimana e prevedo tempi lunghi di restituzione (infiltrazione di acqua e sonoro in tilt), cerco quindi di carpire qualche indicazione dai podisti vicini circa la media al km per non esagerare e trovarmi alla prima salita a corto di "banane".
La prima salita infatti si dimostra qualcosa più del "leggermente ondulato" scritto nel volantino, una rampa sterrata di qualche centinaio di metri che ti porta fino ai 140 metri della storica casa del Tamburino Sardo (non chiedetemi la storia, farei una magra figura), molti podisti presi alla sprovvista camminano, e siamo ancora al settimo chilometro.
La corsa prosegue poi con un tratto di saliscendi sempre in sterrato che ci porta al punto più alto (174m) praticamente all'ossario di Custoza, dopodiché le cose migliorano, il peggio è passato e si prosegue in discesa su asfalto. Vengo affiancato da una coppia con la quale scambio un paio di battute, proseguirò con loro fino al traguardo e la loro compagnia si rivelerà preziosa soprattutto dal km 19, quando le "banane " finiscono del tutto.
I ristori non sono un granché, acqua o the in bicchieri di plastica, non proprio pratici da utilizzare in corsa (si tratta degli stessi punti di ristoro del percorso di 15 km della concomitante corsa non competitiva). Al km 14 si verifica una situazione a mio avviso abbastanza pericolosa: si sta salendo dalla cantina sociale verso Custoza, quando in direzione opposta, preceduti da un'auto con abbaglianti, megafono e clacson, ci incrocia una corsa ciclistica. Potete immaginare questo gruppone di un centinaio e più ciclisti che ci sfreccia a fianco ad una velocità non proprio da gita domenicale!!!
Gli ultimi sette chilometri sono scorrevoli e ci riportano agli impianti sportivi di Villafranca dov'è posizionato l'arrivo. Per quanto mi riguarda ho concluso con un tempo che vista l'asperità del percorso mi lascia soddisfatto: 1h41'20", a pochi secondi dal personale.

Vorrei rettificare quanto scritto in maniera inesatta nella mia cronaca di domenica scorsa sulla mezza maratona del Tamburino Sardo a Villafranca di Verona.
La mia affermazione sui ristori "I ristori non sono un granchè, acqua o the in bicchieri di plastica, non proprio pratici da utilizzare in corsa (si tratta degli stessi punti di ristoro del percorso di 15km della concomitante corsa non competitiva)." voleva solo mettere in risalto la scelta dell'utilizzo dei bicchieri di plastica, che ribadisco, non ritengo particolarmente pratica.
Oltre ad acqua e thè, infatti, si potevano trovare integratori salini (cosa a me completamente sfuggita) e cibi solidi (da me non citati perché nelle mezze non ne faccio uso). I punti di ristoro, a parte due, non erano gli stessi della concomitante corsa non competitiva. Se per punti di ristoro si intendono anche gli spugnaggi, ebbene anche quelli erano regolarmente presenti.
Mi scuso per queste mie inesattezze con gli organizzatori, con quanti hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione e con tutti i lettori di Podisti.net.


Sono le ore 6.00 di martedì 6 aprile 2004.

Parto, da solo, dagli impianti sportivi e percorro i primi noiosissimi Km. che mi riportano al punto di partenza. Da cambiare! Bisogna passare dal castello scaligero e dal centro storico (grazie Mario, pensaci tu). Per fortuna la strada dopo poco prende la direzione verso i colli pur restando sempre nel centro di Villafranca. Incontro mio cognato Marco che sta guidando una macchina per pulire le strade, è un operatore ecologico (adesso si dice così!) Mi guarda e mi fa un cenno di saluto compassionevole. Continuo e noto che l’asfalto rimesso a nuovo da poco è molto scorrevole e permette un buon passo. Dopo non molto, arrivo nel borgo di Pozzomoretto e all’altezza di un capitello la strada gira a sinistra, è di poco passato il 6° Km. e le gambe girano discretamente, alzo gli occhi e vedo l’altura del Tamburino Sardo. Sono 104 metri di altezza, e comincio a pensare a quello che mi aspetta, in quanto partendo dal piano si raggiunge la sommità in poche centinaia di metri di ripida salita. Mi faccio forza e non mollo, c’è una piccola curva e mi si presenta l’ultimo pezzo di cemento grezzo perfettamente pulito (penso al lavoro di Carlo, Martino, Guido, che lo hanno sistemato a puntino) Capisco perché Daniele Dolci l’ha chiamato “Muro” e ha paragonato la maratonina al Giro delle Fiandre veronese! Un po’ per l’orgoglio, un po’ perché in fondo è corto, arrivo in cima. Neanche il tempo per rifiatare e mi butto giù per una capezzagna ben delineata. Ma qui non doveva esserci un ristoro? Il paesaggio attorno è veramente molto bello, anche se bisogna stare attenti al terreno. Attraverso una strada asfaltata e continua lo sterrato (alla fine saranno circa 7 i km non asfaltati). La strada sale ancora ma molto più dolcemente . Qui il paesaggio è stupendo, siamo sul percorso del Cammina Custoza, si vede l’Ossario e in lontananza il castello e il cupolone della chiesa di Villafranca. Si affronta un altro “Muro” che ci porta ai 173 metri di Villa Vento. Da qui una discesa asfaltata di circa 2 km. ci riporta in basso verso la Bagolina. E’ entusiasmante! Non si può fare a meno di correre a tutta! In fondo, sosta obbligata ad una fontanina, perché non mi hanno ancora dato niente da bere. I km passano veloci, al 12° km. si gira a destra verso la cantina sociale e poi ancora a destra ritornando verso Custoza. E’ un tratto “nervoso” e muscolare, mi ritrovo per la prima volta in palese difficoltà e sono costretto a rallentare di molto l’andatura. A 14° km. mi fermo davanti al monumento della Cavalchina . Sosto per leggere e ne approfitto per fare stretching . C’è scritto che è dedicato al Duca Amedeo d’Aosta che qui è stato ferito. Mi dispiace per lui, ma penso a tutti gli altri che qui sono morti nelle guerre d’indipendenza e non sono nemmeno citati! Riparto, immerso nei miei pensieri e vedo che il percorso non entra a Custoza, ma gira verso i Coronini, 16° km. Mi riprendo dalla breve crisi di prima anche perché la strada è in leggerissima discesa e senza particolari sussulti attraverso al 17 km. la statale. Da qui in poi si costeggia il fiume Tione per un breve tratto di sterrato, fra l’altro molto caratteristico, in mezzo ai peschi in fiore, e il nero dell’asfalto mi riprende. Gli ultimi km. sono una lama di rasoio puntata verso l’arrivo. Sono stanco, ma al 20 km. non si ritira nessuno! Qualche “bissaboa” e sono arrivato.

Sono le ore 8.00 circa.

Mi guardo intorno cercando i giudici e la mitica segreteria. Cerco Davide, Alberto, Marita, Donatella, Gigi 1, Gigi 2, Nicola, e tutti gli altri, ma non c’è anima viva. C’è il palco, ma Ovidio non parla! Le docce calde promesse sono chiuse. Del pacco gara neanche parlarne. Ma che organizzazione è questa?

Ma sul percorso non dovevano esserci i ristori e i spugnaggi? E la gente con le bandierine sulle strade?

Sono solo sul far del mattino. Comincio a pensare che forse ho sbagliato qualcosa io. Mah, Chissà?

 

                                                                                                 Fabrizio Gasparini


 

Commento di Fabrizio Sandrelli

Memorial Boscarini-Gallizioli”
Una maratonina coi fiocchi. Non credo si possa sintetizzare meglio questa prima, riuscitissima, edizione della “Maratonina del Tamburino Sardo” che il Gruppo Podistico Villafranca ha organizzato, con tanta passione ed efficienza, in onore di due podisti locali stroncati da un male incurabile. In realtà le manifestazioni erano due: accanto alla “mezza” competitiva era in programma una non competitiva (giunta ormai alla 30^ edizione) che richiama ogni anno, in questa zona al confine tra veronese e mantovano, un numero elevatissimo di partecipanti. Personalmente, ricordo di aver partecipato, da ragazzino in scarpe da tennis, a una delle prime edizioni, svoltasi in un lontano, caldo pomeriggio settembrino a metà degli anni settanta. La caratteristica migliore di questa “mezza” mi è sembrata la chiarezza, la semplicità e l’efficienza della macchina organizzativa. A partire dall’iscrizione, gratuita per le signore. Per gli uomini, invece, c’era la possibilità di iscriversi sino a sabato 3 aprile inviando un semplice modulo via fax e versando poi la mattina della gara, al ricevimento del pettorale, la modestissima quota d’iscrizione di 5 euro. Da non credere, pensando alle contorte operazioni che talvolta si è costretti a compiere per iscriversi ad altre manifestazioni podistiche. Poche difficoltà anche per trovare da parcheggiare, nonostante un po’ di confusione dovuta ai “non competitivi” partiti in anticipo e sciamanti qua e là in zona d’arrivo. Al via, avvenuto puntualmente alle 9.15 presso gli impianti sportivi del paese, ci ritroviamo in circa 340, in una mattinata nebbiosa e a dir vero poco primaverile. Ma queste inezie meteorologiche non riusciranno a rovinare la festa. Dopo un giro ad anello nelle vie periferiche di Villafranca ci si dirige verso le alture di Custoza, luoghi storicamente illustri e ben noti ai partecipanti della celebre maratona “lamacchiana”. Attorno al 7° km si affronta la salita più impegnativa del percorso: una lunga rampa su terreno accidentato che comincia a fare selezione. Una volta giunti in “vetta” è tutto un susseguirsi nervoso di tratti su sterrato ed asfalto che vivacizzano il percorso e rendono difficile mantenere un ritmo regolare: il tipo di corsa ideale per chi, come il sottoscritto, è abituato a correre in zone collinari. Niente da eccepire anche su ristori e spugnaggi, ben posizionati e forniti dell’indispensabile. Dopo un bella gara negli ultimi chilometri con l’amico Franco Comini, riesco a chiudere in un tempo dignitoso (sotto l’ora e 29’) e senza eccessivo affanno. Al ristoro conclusivo, ritirato il generoso pacco-omaggio (due bottiglie di Custoza + 1 pacchetto di wafer + 1 paio di calze da corsa + portachiavi col logo della maratonina), mi saluta Stefano Scevaroli, grande e infaticabile organizzatore di eventi podistici, cordiale e sorridente come sempre. E’ il miglior suggello a questa bella maratonina che – a mio modesto avviso – costituisce un esempio di efficienza e di cortesia nei confronti degli amanti della corsa.

P.S: Per la cronaca, il vincitore della gara maschile è stato Adriano Brentegani. Tra le donne si è imposta Sonia Lopes che ha preceduto la veterana Sally Goldsmith e un’ottima Licia Dall’Agnola.


ipivi@email.it
Sent: Monday, April 05, 2004 3:18 PM
Subject: maratonina

ciao sono Daniele Dolci e anche se per me ieri è stata una giornata di quelle no devo farvi i complimenti per la gara e l' organizzazione, visto che anche come ritirato nel giro di 15 minuti sono stato portato al posto di ritrovo. Per la gara invece devo dire che è stata molto dura, almeno finchè l'ho corsa, possiamo paragonarla al giro delle fiandre veronese con i suoi muri (forse la bellezza potrà essere questa in futuro) ancora complimenti e arrivederci all' anno prossimo.
Daniele Dolci
 

Ciao,sono Luca Galetto,vi devo fare i complimenti per l'ottima organizzazione e lo stupendo percorso.Personalmente sono molto contento ( essendo residente a Villafranca ) che un gruppo podistico, abbia avuto il coraggio di organizzare una " mezza " competitiva, in questa cittadina ; mancava proprio.

Complimenti ancora e arrivederci alla prossima edizione.

 

 

 

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