G.P.V. TAGICAR VILLAFANCA

 

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NEWS

 

 

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27/04/2009 Maratona di Padova

Temperatura ideale percorso piatto ideale per un record e così è stato per il nostro atleta Andrea Granuzzo che ha terminato in 2.51.50 migliorandosi di circa 3 minuti.

Bene anche gli altri 2 atleti, Zanini ha terminato sui suoi tempi 3.40.48 mentre De Angeli che ha partecipato come pacemaker ha portato molti atleti sotto il muro delle 3.45.

 

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27/04/2009 Mezza Maratona di Padova

Solo mezza maratona per le nostre ragazze con tempi più che soddisfacenti visto che la mezza era in preparazione per le prossime maratone.

Debora Paparella ha chiuso in 1.38.06 e Negro Daria in 1.55.25

 

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20/04/2009 Maratona di Torino

In una giornata più invernale che primaverile e su un percorso non precisamente piatto, il nostro Luca Tessaro, nel giorno del suo compleanno, fissa il Suo nuovo personale in 2.56.38 arrivando 11° di categoria e 90 assoluto. Mentre la Sua compagna Nale Cristina con il tempo di 3.22.08 e malgrado problemi fisici dovuti al freddo è arrivata 1^ di categoria.

Complimenti.

 

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05/04/2009 Retro del Tamburino Sardo

 

Classifica

 

05/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

Cronaca ore 9.50

La 6^ edizione della Maratonina del Tamburino Sardo è stata vinta dal Veronese Pasetto 1.09.24 che ha preceduto il bresciano Tosi e l'altro veronese Dal Bosco

Ma la vera sorpresa è stata in campo femminile che ha visto la vittoria della padovana Giovanna Ricotta che ha battuto il record della gara con il tempo di 1.19.43 e che ha preceduto la favorita la Capoverdiana Sonia Lopes e l'Emiliana Alfieri Rosa.

 

Classifica foto da podisti.net

05/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

Scritto da Lucio Meneghetti    da poisti.net

Martedì 07 Aprile 2009 17:04

 

La settimana scorsa, durante un rilassante defaticamento coi miei stramaledettissimi "compagni di merende podistiche", ho comunicato la mia decisione di partecipare alla 6^ Maratonina del Tamburino Sardo. Alcuni secondi di silenzio assoluto, poi mi sento dire: "Avrai notato che non ti abbiamo neppure risposto!". Così, ancora una volta solo come un cagnaccio (era già successo alla Gazzetta Run di Cremona '08), mi sono ritrovato a Villafranca in una mattina che più deprimente non poteva essere.

In realtà, ero già contento prima ancora di iniziare a correre: ho cercato d'iscrivermi poche ore prima del termine fissato, giovedì scorso. Il problema è stato che, al momento di dare l'ok per la transazione con la carta di credito, mi sono reso conto che, se avessi dovuto confermare il tutto con un fax, non avrei saputo dove andare ad inviarlo. Ok, al telefono del GP Villafranca rispondeva solo il fax, sarà per un'altra volta. E invece no: il sig. Reggiani, del suddetto gruppo, ricevuta la mia emal, mi chiamava al cellulare per confermarmi il ricevimento dei dati! Ma dove altro la si trova un'organizzazione che si tiene stretta coi denti anche il singolo sconosciuto podista? Se l'inizio è questo, non si poteva che partire col sorriso.

Parcheggio lontano, dietro al campo sportivo ma, visto che si correva anche la non competitiva, era chiaro che qualche problemino l'avrei avuto. Trovo subito Balestrieri, del mio gruppo, e subito dopo anche Pinazzi, Cestrone, Decò e pure Rodelli dell'Atletica Rigoletto: tutti quanti correranno la non competitiva. Ci impegnamo in un'allegra, lunga e distensiva chiacchierata: per me è facile, sono a Villafranca solo per divertirmi, se la sentissi una gara in cui impegnarmi al massimo sarei già teso come una corda di violino.

Il tempo di mandare un veloce saluto a Fabio Rossi, che ricambia dal palco, e vado a prepararmi.

L'entrata nelle griglie di partenza serve solo per facilitare il compito dei "punzonatores", perchè in una ventina di secondi arrivo a posizionarmi un paio di metri dietro ai primi podisti schierati. Lo sapevo: una volta che posso farmi fotografare con Paolo Bisi, il presidentissimo dell'Arci Goodwin, questo mi fa lo scherzo di correre in un'altra gara (a S. Benedetto del Tronto, potete leggere un suo articolo in proposito nella rubrica in primo piano").

I pochi minuti rimanenti, prima della partenza, vengono resi meno pesanti quando il microfono passa in mano al competente Rossi, il quale cattura l'attenzione dei presenti raccontando, presumibilmente, particolari riguardanti il percorso. Dico presumibilmente, perchè sarò pure a 5 metri da lui, ma il mormorio continuo della gente m'impedisce di capire qualcosa. Vedo che, attorno a me, danno l'impressione di ascoltare, annuiscono. No, per fortuna non sono sordo. Far finta di ascoltare, annuire: dopo tutto, è la strategia che siamo tutti quanti ben abituati ad utilizzare a casa, con le nostre donne!

Comprendo che la mia posizione privilegiata è un'illusione quando, particolare che mi sono ricordato troppo tardi, dobbiamo partire per arrivare alla vera partenza, circa 300 metri più avanti. E qui una marea di podisti cercano di passare dove è chiaro che non sia umanamente possibile farlo. Vabbè, calci e spintoni: qualche novità?

Dopo tutto quel trambusto, la vera partenza ci coglie quasi impreparati. Mi trovo nel gruppetto dei primi 30 ma, dopo il primo km, mi rendo conto che le buone sensazioni non tarderanno a svanire, meglio rallentare. E così, ancora una volta, fin da subito voragine davanti e voragine dietro: correrò praticamente da solo per quasi tutta la gara. Due volte stramaledettissimi compagni di merende.

I primi km sono divertenti, la strada leggermente in salita mi restituisce comunque buone sensazioni. Poi si arriva a Pozzomoretto e, quando vedo con quanta semplicità mi "va via" Zoccatelli del Mozzecane comincio a preoccuparmi. Ho la forza di scherzare con lui, ma la voglia di fare l'asino mi passerà presto. Più avanti, al km 10 circa, in un tornante vedo che dietro a me arrivano di gran carriera Mauro Benatti, dell'Avis Suzzara, e Rosa Alfieri. Quest'ultima è decisamente "in gara": quando arriva lo sterrato, reso molto scivoloso dal fango, mi supera in discesa quasi volando. Tento di mantenere una dignitosa distanza, ma una caviglia mi dà problemi e percepisco pure il pericolo di crampi: meglio desistere, penso. In realtà, ci avessi pure provato, oggi la Alfieri avrebbe mantenuto quel ritmo anche su una gamba sola.

Al 15° km mi raggiunge anche Benatti, che prova ad incitarmi, ma non è proprio la mia giornata e probabilmente sarei solo un peso morto, per lui è davvero gara e poi, deja-vù, ci avessi pure provato...

Gli ultimi km sono facili da percorrere. Certo che, non fosse arrivato il sole e non ci fosse un'umidità pazzesca, sarebbe certamente meglio. Mi trovo a tu per tu con Stefania Disconzi, sfrutto ignobilmente le inquadrature dei fotografi dedicate a lei, mi piazzo davanti per cercare, se possibile, di agevolarla: duro poco, perchè vedo che Benatti, un centinaio di metri là davanti, non guadagna più terreno come prima ed allora, egoisticamente, ci provo.

Il tratto finale è una liberazione, più che altro perchè mi ricordo di ogni metro, avendolo già percorso nell'edizione 2008, e questo mi aiuta più di quanto potrebbe farlo un'autobotte piena d'acqua tutta per me. Lo speaker scandisce i singoli nomi, ed è una gradita sorpresa, la foto finale, invece, no: non esiste un termine per darle un titolo. Ho pensato a "massacrato", ma non rende bene l'idea... Ma è solo questione di essere furbi: non lo sono stato. Una mezza è pur sempre una mezza, bisogna portarle rispetto, è meglio correrla quando si sa di avere davvero i mezzi per uscirne discretamente bene.

Non so se l'anno prossimo sarò ancora ai nastri di partenza di questa gara perchè la mia preparazione, in questo periodo, proprio non prevede assolutamente le 21 km, di certo però la consiglio vivamente a tutti quanti voi perchè, "massacrata" a parte (ma, ripeto, basta essere intelligenti), ci si diverte un casino.

 

 

 

05/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

 

DOMENICA 5 APRILE 2009

Conosco a menadito le strade dove si corre la maratonina del Tamburino Sardo.
A Villafranca sono confinato per lavoro e nelle calde giornate di sole mi capita di passare la pausa pranzo sulla collinetta del Tamburino.

Amo guardare la pianura sconfinata e, appena volto lo sguardo verso nord, le mie amate montagne.
Ogni volta riconosco per prima la cima del Corno d'Aquilio. La immagino come me, un po' solitaria, qualche volta silenziosa ed introversa, forse per necessità più che per scelta.

Insomma ho più di un motivo per correre oggi la mia prima gara con il pettorale.
21 km e un solo obiettivo: magari per una manciata di secondi, ma arrivare in meno di due ore.
Tutte le domeniche corro sulle strade delle non competitive ma l'ansia che mi ha sorpreso stamattina non l'avevo mai provata.
Sono come un ragazzino al primo giorno di scuola ed il destino, che qualche volta non improvvisa, mi ha dipinto sul pettorale la tabellina del tre: 3-6-9.
Stefano e Vinicio hanno nelle gambe tempi ben diversi dai miei, ma decidono di immolare la propria prestazione al valore dell'amicizia e staranno con me fino all'arrivo.

Vabbè.....Stefano non lo mollo perché deve ancora ritornarmi i venti euro dell'iscrizione che gli ho anticipato.
Partiamo regolari e i primi 10 km sono dedicati al cazzeggio, stimolati dalla presenza nel nostro gruppetto occasionale di due runners che prima si fanno superare, poi ci sorpassano e così via fino all'attacco della salita del Tamburino Sardo.

Siamo al dodicesimo km e molte energie le abbiamo inesorabilmente perse. Saliamo senza apparenti variazioni di ritmo, faccio finta di niente ma con la coda dell'occhio mi accorgo che la bionda e la bruna faticano a mantenere il nostro passo.

La gara è gara ed in discesa pigio il piede sull'acceleratore. Al diciottesimo km si accende la spia della riserva. Il cronometro è spietato e mi avvisa che non ho tempo per rifiatare, pena lo sforamento del muro delle due ore. Stringo i denti fino all'arrivo, sprint finale e tempo ufficiale di 1h59'05", in 442.ma posizione.

Attendo l'arrivo della bionda e della bruna, non ho fiato per pronunciare un discorso articolato e mi limito a complimentarmi stringendole le mani.
Come i corridori veri consegno il chip, ritiro il ricco pacco gara e mi trascino verso la macchina.
Sto pensando al mio letto.......sto arrivando

 

 

05/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

 

Sempre bella la Tamburino Sardo

 

Scritto da Davide Testi    da runnerman.net

Lunedì 06 Aprile 2009 08:05

Maratonina che si disputa tra i sentieri del meraviglioso paesaggio collinare di Custoza.... protagonista? Il Tamburino Sardo.

Come nelle edizioni precedenti, per me il terzo anno consecutivo, mi presento puntuale agli impianti sportivi di Villafranca per partecipare come tradizione podistica veronese vuole alla maratonina del tamburino sardo. La mia missione è migliorare il personale di questa gara e scendere sotto 1h30'07" ottenuto l'anno scorso. Non è stato di certo il mal tempo di questi giorni a fermare noi atleti della competitiva e tutti gli affezionatissimi podisti della "Marcia del tamburino Sardo" che quest'anno giunge alla 35^ edizione.

Già alle 8.00 di mattina il piazzale Olimpia antestante i centri sportivi risulta saturo di auto con un via vai di sportivi che si apprestano a raggiungere il flusso amatoriale pronto al via per le 8.30 con la possibilità di scegliere i tre percorsi stabiliti di 5 - 10 - 15 Km.

Parcheggiato nello spazio dedicato dietro i campi sportivi mi appresto a raggiungere il gazebo dove vengono consegnati i pettorali quest'anno forniti da RunnerMan.Net.

Il tempo non è bellissimo ma fortunatamente tiene, non c'è freddo e decido per un abbigliamento leggero, canotta e pantaloncini per non rischiare di soffrire il caldo dato l'alto grado di umidità presente.

Breve riscaldamento, punzonatura, pronti…via. Allo sparo decido di condurre un'andatura spinta ma non troppo limite per non ritrovarmi poi ad affrontare i tratti in salita senza l'energia neccessaria a mantenere il ritmo che mi permetta di arrivare nel tempo prestabilito. Il garmin segna una media di 3'50" per i primi 4 Km poi passo a 4'05" fino a ridosso di Custoza (chiudo i 10 Km in 40'50") dove inizia la rampetta sterrata e inevitabilmente abbasso la media a 4'30 - 5'00". E' questo il tratto più impegnativo, lo supero abbastanza bene e recupero in discesa, tratto che affronto con giudizio per la precarietà del terreno particolarmente scivoloso! Non posso quindi spingere molto. Al 15 Km controllo la media che è di 4'10", devo aumentare altrimenti non riesco a chiudere sotto 1h30".

Claudio, mio compagno di squadra al 17° Km mi raggiunge e grazie al suo "spirito trainer" chiudiamo insieme la gara come da pronostico, 1h29'48"…. Obbiettivo raggiunto.

Non è sicuramente un tempone ma il solo fatto di essere leggermente migliorato su questo percorso che non è per niente semplice mi gratifica. Se il terreno fosse stato più asciutto sicuramente avrei chiuso la gara qualche decina di secondi prima, avrei sfruttato meglio i punti sterrati in discesa.
Nel complesso ottima l'organizzazione, complimenti al gruppo gpv TAGICAR che ancora una volta dimostra passione e l'impegno nel preparare e presentare un evento che oggi risulta nell'ambito del podismo veronese tra i più frequentati e ammirati. Ottimo anche il pacco gara! 

Davide Testi

 

 

 

05/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

Scritto da Fabio Rossi   

Domenica 05 Aprile 2009 15:24

 

La mattinata era iniziata con una leggera pioggia ad indispettire i numerosi appassionati i quali potevano optare per tre percorsi non competitivi (6 - 10 - 15 km) oppure per la meza maratona competitiva quest’anno giunta alla sesta edizione. Poi la pioggià è cessata tanto che un discreto sole ha fatto capolino.

Sono stati 4300 i partecipanti alle camminate popolari ai quali vanno aggiunti i 526 arrivati nella competitiva (record eguagliato) e un’altra trentina nella retro running: piena la soddisfazione del GPV Tagicar che di anno in anno migliora sempre di più sotto l’aspetto organizzativo.

Doveva essere la sfida della “bella” tra Pasetto e Colnaghi, ma quest’ultimo ha dovuto anzitempo alzare bandiera bianca a causa di un problema tendineo. Il veronese Gianluca Pasetto ha così avuto via libera andando a vincere per la terza volta questa manifestazione: 1h09’24” il suo tempo, il terzo migliore di sempre della manifestazione. Il bresciano Renato Tosi, che aveva provato ad impensierire Pasetto nelle prime battute, ha colto un bel secondo posto in 1h10’55”. Completa il podio, per la terza volta consecutiva, Giuseppe Dal Bosco Eibaner in 1h11’31”. Simone Faustini e Fillippo Dusi chiudono quarto e quinto acceditati entrabi di 1h13’01”.

La capoeverdiana Sonia Lopes vince questa gara solo negli anni pari e anche quest’anno non è riuscita a sfatare il tabù. La vittoria è infatti andata alla padovana Giovanna Ricotta in 1h19’43”, tempo che vale come nuovo record della manifestazione. La Lopes, staccatasi dalla vincitrice quando la strada ha iniziato a salire, ha stoppato il cronometro su 1h21’38”. Bello il terzo posto della reggiana Rosa Alfieri in 1h23’19”. Al quarto e al quinto posto si sono piazzate la veronese Stefania Disconzi e la torinese Sara Ferroglia.

Nella gara riservata ai retro runners, dopo 2 km i più veloci sono stati Moreno Tommasi e Rita Loberto.

 

 

04/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

Tamburino Sardo

 

Scritto da Simone Cartom Crema   

dal  sito Runnerman

Sabato 04 Aprile 2009 08:36

Romanzetto che aiuta a conoscere e capire  una delle tante vicende della storia dell'unione d'ITALIA. Dedicato  ad un amico di Villafranca che sta combattendo per ben altra battaglia. Una semplice dedica che non ha nessuna relazione con questo racconto se non per la forza interiore che dobbiamo avere in alcuni momenti cardine della nostra Vita.


 

Cinque aprile duemilanove,  siamo a Villafranca, vicino alle verdi meravigliose colline di Custoza. I protagonisti della vicenda sono io e il ben più importante  "tamburino sardo".  Lui ha già dato il nome alla manifestazione e ad altro nella zona. Io no,  e credo che ben pochi si ricorderanno di me in futuro, tranne qualche creditore. Sempre "Lui" era un ragazzo, molto più giovane di me, aveva quattordici anni, potrebbe esser stato mio figlio, per età, colore ed altezza ma non certo per tenacia.

 Io sono un "pappamolla" a confronto, ma oggi mi sentivo lui.  Il piccoletto dal viso olivastro e con due occhietti neri e profondi vive la vicenda che lo vede ricordato ed onorato intorno al milleottocentoquarantotto,  più precisamente il ventiquattro luglio. In quell'occasione si trovava asserragliato con una sessantina di commilitoni dell'esercito piemontese. Nel mio caso ero asserragliato da un migliaio di podisti assetati di tempi. Loro, i piemontesi, dovevano difendere dagli austriaci una casa abbandonata. Ritenuta strategica. Io difendermi da uno dei tanti che mi correvano affianco. Dopo l'ennesimo attacco degli uomini del Radetzky,  il nostro capitano Sabaudo  affida una missione al "piccolo Tamburino": portare un dispaccio, con richiesta d'aiuto,  ai carabinieri italiani appostati in una zona limitrofa, Villafranca.    

Il mio incarico ufficiale è invece battere per distacco Testi, il 210.  I nostri confronti, in precedenza m'han sempre visto vincitore, tranne una volta. Quella volta le cronache lo diedero vincitore, evidentemente non tenendo conto del mio atteggiamento da stratega, da vecchio giocatore di bigliardo; la rivincita te la fa vincere per spennarti nella "bella". In tutte le letterature infatti esiste la burba, il pivello, la schiappa, il bambinetto che lasci vincere perché altrimenti non gioca più e si riporta a casa il pallone. Ed allora per continuare a giocare atteniamoci a certe farse che comunque allietano. Ma questa volta una stecchetta nei denti non gliela toglie nessuno: tipo qualche minuto di distacco. Uno sberleffo.

La sfida stavolta vale solo se vinco io, perché sono acciaccato e se riuscisse a battermi non avrebbe valore e comunque come disse Eddie Felson (Paul Newman, in "Lo Spaccone") a Minnesota Fats (Jackie Gleason)  " Io sono il più forte che hai conosciuto, sono il più forte di tutti. Anche se mi batti resto il più forte".  

Ma torniamo al "Ragazzo" che fugge dalla casa assediata dagli uomini del "Testi Radetzky", calandosi con una corda dal retro e correndo a più non posso verso la vallata. Sotto il fuoco dei cecchini quella piccola figura  fugge verso i campi. Anch'io sto fuggendo. Tanti colpi, tanti. Colpito. Il Tamburino rotola a terra e non si rialza. Io non cado ma il mio animo si. Non è morto. Nemmeno io lo sono. Si trascina, pure io,  per qualche centinaia di metri e poi sanguinante riesce a rialzarsi e  ricomincia a correre ancora più veloce. Io penso a lui e riparto ma con un male lancinante poco dissimile dal dolore di una gamba trafitta da un proiettile infuocato. Riesce a raggiunge Villafranca ed i carabinieri.  Il tempo passa, e i nostri piemontesi sono disperati quando,  sotto alla collina scorgono carabinieri: finalmente. Il piccolo tamburino c'è riuscito. Io pure. Il capitano, anch'esso ferito, finita la battaglia desidera incontrare il suo luogotenente.
 

Lo ritrova in un campo adibito ad ospedale in mezzo a non si sa quanti disperati.  Pallido e smagrito,  il Tamburino inizia a parlare di quella corsa,  dell'incarico che doveva assolvere. Il capitano mentre lo ascolta s'accorge che al ragazzo era stata amputata una gamba. Giunge in quell'attimo il medico che comunica al capitano come la gamba si sarebbe potuta salvare, se non fosse stata sforzata assurdamente. E' così che l'austero Capitano, soldato di poche parole, dice: "Io non sono che un capitano. Tu sei un eroe ".

Poi abbraccia il tamburino, e lo bacia tre volte sul cuore. Bè, a me è successo molto meno ma quei baci li ho sentiti pure io. Si può vincere anche senza battere nessuno. Alla prossima Testi.  

 

Simone Cartom Crema l'11
(ogni paragone o parallelo storico-personale vuole esser interpretato in maniera simpatica e senza  mancanza di rispetto alcuno)

 

 

 

02/04/2009 Maratonina del Tamburino Sardo

di Fabio Rossi da podisti.net

 

Domenica si correrà a Villafranca di Verona la 6^ Maratonina del Tamburino Sardo (Memorial Boscarini – Gallizioli), quarta prova del Circuito Verona con la Corsa. La sede del ritrovo è quella solita di Piazzale Olimpia, l’area antistante la piscina comunale del paese scaligero, e la partenza è fissata alle ore 9.15. I ragazzi e le ragazze del GPV Tagicar Villafranca del neo presidente Mario Arigò, come sempre, metteranno il loro entusiasmo e la loro competenza nell’accogliere nel migliore dei modi tutti gli appassionati che interverranno all’evento.

Ma la festa domenica non riguarderà solo l’aspetto competitivo: è infatti in programma la classica Marcia del Tamburino Sardo giunta quest’anno alla 35^ edizione e come sempre inserita nel calendario UMV. La partenza è prevista per le 8.30 su percorsi di 6 – 10 – 15 km.

Alle 11.15, invece, ci sarà un’altra partenza competitiva, quella della gara riservata agli amanti della corsa all’indietro. Sotto l’attenta regia di Moreno Tommasi verrà allestita la 3^ Retrorunning del Tamburino Sardo.

Tornando alla gara clou, si segnala il record di iscritti: hanno infatti perfezionato la loro adesione quasi 580 atleti e considerando l’elevata quantità di gare previste per domenica 5 aprile, il morale e la soddisfazione del comitato organizzatore sono molto elevati.

Per quanto riguarda gli atleti di punta quella di domenica sarà la gara della “bella” tra Pietro Colnaghi e Gianluca Pasetto: i due atleti si sono già aggiudicati due edizioni a testa (la prima, nel 2004, fu vinta da Adriano Brentegani). Il brianzolo Colnaghi, vincitore della maratone di Alessandria e di Calderara di Reno, quest’anno ha trionfato nella mezza di Oggiono ed è arrivato secondo in quella di Sirone, in maratona ha colto un settimo posto a Verona, un quarto a Piacenza ed è arrivato terzo degli italiani a Roma. Pasetto, invece, dopo gli obblighi societari per i cross, ha corso tre mezze maratone (Ferrara, Pieve di Cento e Villa Lagarina) ottendo 1h07’33” come miglior prestazione. Ha vinto la Classica della Madonnina a Modena e la 10 Miglia Lupatotine   e si è piazzato secondo al Palio del Drappo Verde. Tra i due sarà davvero un bel duello.

Attenzione al trio della San Rocchino di Brescia che schiererà l’esperto Giorgio Bresciani, il tenace Renato Tosi e il figlio d’arte Simone Faustini (il papà Osvaldo è stato due volte campione italiano di maratona). Su un percorso impegnativo come quello del Tamburino Sardo non bisognerà sottovalutare nemmeno Giuseppe Eibaner Dal Bosco e Filippo Dusi e nemmeno, come del resto sempre, il sempreverde Massimiliano Bogdanich. Un atleta da controllare sarà anche il 44enne reggiano Giuseppe Pellacani quest’anno già quarto nella Mezza di Santa Croce.

In campo femminile l’italo-capoverdiana Sonia Lopes sembra essere un gradino sopra le altre, ma dovrà vedersela con la cabala che a Villafranca la vuole trionfatrice solo negli anni pari. Il suo principale successo in questo 2009 l’ha ottenuto nella mezza di Brugnera dove con 1h17’13” ha anche realizzato il suo primato personale. La sua più temibile avversaria, così come accadde un anno fa, dovrebbe essere la padovana Giovanna Ricotta quest’anno già seconda alla mezza di Monteforte d’Alpone e terza al Palio del Drappo Verde mentre in passato ha trionfato nelle 42 km di Pisa e Latina. Altre ragazze da non sottovalutare saranno Rosa Alfieri e Sara Ferroglia che in comune hanno una vittoria nella maratona di Palermo. La Alfieri quest’anno ha vinto a Reggio Emilia la mezza di Santa Croce ed è arrivata terza alla Valli e Pinete e nel 10.000 di Reggiolo. La geometra Ferroglia, torinese di Settimo, è stata vicecampionessa italiana di maratona nel 2001 e ha vinto un’edizione della maratona di Calderara di Reno. Nel 2008 ha concluso all’ottavo posto la maratona di Torino e ha vinto la mezza di Ciriè. Della partita saranno anche la veronese Stefania Disconzi (due volte vincitrice della maratona di Verona) e la somala Deqa Dahir Warsame.

 

 

01/04/2009 Record di iscritti

Malgrado le numerose maratonine e maratone che si svolgeranno il 5 aprile e ad un giorno dalla chiusura delle iscrizioni, con 566 iscritti è stato battuto il record di 546 iscritti della scorsa Maratonina del Tamburino Sardo.

E' possibile iscriversi fino alle ore 22 di giovedì 2 aprile.

Non sarà Possibile iscriversi il giorno della corsa

 

CONTROLLA LA TUA ISCRIZIONE E N. DI PETTORALE

 

 

 

 

Ciao Giancarlo

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