Temperatura ideale percorso piatto
ideale per un record e così è stato per il nostro atleta Andrea
Granuzzo che ha terminato in 2.51.50 migliorandosi di circa 3
minuti.
Bene anche gli altri 2 atleti, Zanini
ha terminato sui suoi tempi 3.40.48 mentre De Angeli che ha
partecipato come pacemaker ha portato molti atleti sotto il muro
delle 3.45.
In una giornata più invernale che
primaverile e su un percorso non precisamente piatto, il nostro Luca
Tessaro, nel giorno del suo compleanno, fissa il Suo nuovo personale
in 2.56.38 arrivando 11° di categoria e 90 assoluto. Mentre la Sua
compagna Nale Cristina con il tempo di 3.22.08 e malgrado problemi
fisici dovuti al freddo è arrivata 1^ di categoria.
La 6^ edizione della Maratonina del
Tamburino Sardo è stata vinta dal Veronese Pasetto 1.09.24 che ha
preceduto il bresciano Tosi e l'altro veronese Dal Bosco
Ma la vera sorpresa è stata in campo
femminile che ha visto la vittoria della padovana Giovanna Ricotta
che ha battuto il record della gara con il tempo di 1.19.43 e che ha
preceduto la favorita la Capoverdiana Sonia Lopes e l'Emiliana
Alfieri Rosa.
La settimana scorsa, durante un rilassante defaticamento
coi miei stramaledettissimi "compagni di merende
podistiche", ho comunicato la mia decisione di partecipare
alla 6^ Maratonina del Tamburino Sardo. Alcuni secondi di
silenzio assoluto, poi mi sento dire: "Avrai notato che non
ti abbiamo neppure risposto!". Così, ancora una volta solo
come un cagnaccio (era già successo alla Gazzetta Run di
Cremona '08), mi sono ritrovato a Villafranca in una mattina
che più deprimente non poteva essere.
In realtà, ero già contento prima ancora di iniziare a
correre: ho cercato d'iscrivermi poche ore prima del termine
fissato, giovedì scorso. Il problema è stato che, al momento
di dare l'ok per la transazione con la carta di credito, mi
sono reso conto che, se avessi dovuto confermare il tutto
con un fax, non avrei saputo dove andare ad inviarlo. Ok, al
telefono del GP Villafranca rispondeva solo il fax, sarà per
un'altra volta. E invece no: il sig. Reggiani, del suddetto
gruppo, ricevuta la mia emal, mi chiamava al cellulare per
confermarmi il ricevimento dei dati! Ma dove altro la si
trova un'organizzazione che si tiene stretta coi denti anche
il singolo sconosciuto podista? Se l'inizio è questo, non si
poteva che partire col sorriso.
Parcheggio lontano, dietro al campo sportivo ma, visto
che si correva anche la non competitiva, era chiaro che
qualche problemino l'avrei avuto. Trovo subito Balestrieri,
del mio gruppo, e subito dopo anche Pinazzi, Cestrone, Decò
e pure Rodelli dell'Atletica Rigoletto: tutti quanti
correranno la non competitiva. Ci impegnamo in un'allegra,
lunga e distensiva chiacchierata: per me è facile, sono a
Villafranca solo per divertirmi, se la sentissi una gara in
cui impegnarmi al massimo sarei già teso come una corda di
violino.
Il tempo di mandare un veloce saluto a Fabio Rossi, che
ricambia dal palco, e vado a prepararmi.
L'entrata nelle griglie di partenza serve solo per
facilitare il compito dei "punzonatores", perchè in una
ventina di secondi arrivo a posizionarmi un paio di metri
dietro ai primi podisti schierati. Lo sapevo: una volta che
posso farmi fotografare con Paolo Bisi, il presidentissimo
dell'Arci Goodwin, questo mi fa lo scherzo di correre in
un'altra gara (a S. Benedetto del Tronto, potete leggere un
suo articolo in proposito nella rubrica in primo piano").
I pochi minuti rimanenti, prima della partenza, vengono
resi meno pesanti quando il microfono passa in mano al
competente Rossi, il quale cattura l'attenzione dei presenti
raccontando, presumibilmente, particolari riguardanti il
percorso. Dico presumibilmente, perchè sarò pure a 5 metri
da lui, ma il mormorio continuo della gente m'impedisce di
capire qualcosa. Vedo che, attorno a me, danno l'impressione
di ascoltare, annuiscono. No, per fortuna non sono sordo.
Far finta di ascoltare, annuire: dopo tutto, è la strategia
che siamo tutti quanti ben abituati ad utilizzare a casa,
con le nostre donne!
Comprendo che la mia posizione privilegiata è
un'illusione quando, particolare che mi sono ricordato
troppo tardi, dobbiamo partire per arrivare alla vera
partenza, circa 300 metri più avanti. E qui una marea di
podisti cercano di passare dove è chiaro che non sia
umanamente possibile farlo. Vabbè, calci e spintoni: qualche
novità?
Dopo tutto quel trambusto, la vera partenza ci coglie
quasi impreparati. Mi trovo nel gruppetto dei primi 30 ma,
dopo il primo km, mi rendo conto che le buone sensazioni non
tarderanno a svanire, meglio rallentare. E così, ancora una
volta, fin da subito voragine davanti e voragine dietro:
correrò praticamente da solo per quasi tutta la gara. Due
volte stramaledettissimi compagni di merende.
I primi km sono divertenti, la strada leggermente in
salita mi restituisce comunque buone sensazioni. Poi si
arriva a Pozzomoretto e, quando vedo con quanta semplicità
mi "va via" Zoccatelli del Mozzecane comincio a
preoccuparmi. Ho la forza di scherzare con lui, ma la voglia
di fare l'asino mi passerà presto. Più avanti, al km 10
circa, in un tornante vedo che dietro a me arrivano di gran
carriera Mauro Benatti, dell'Avis Suzzara, e Rosa Alfieri.
Quest'ultima è decisamente "in gara": quando arriva lo
sterrato, reso molto scivoloso dal fango, mi supera in
discesa quasi volando. Tento di mantenere una dignitosa
distanza, ma una caviglia mi dà problemi e percepisco pure
il pericolo di crampi: meglio desistere, penso. In realtà,
ci avessi pure provato, oggi la Alfieri avrebbe mantenuto
quel ritmo anche su una gamba sola.
Al 15° km mi raggiunge anche Benatti, che prova ad
incitarmi, ma non è proprio la mia giornata e probabilmente
sarei solo un peso morto, per lui è davvero gara e poi,
deja-vù, ci avessi pure provato...
Gli ultimi km sono facili da percorrere. Certo che, non
fosse arrivato il sole e non ci fosse un'umidità pazzesca,
sarebbe certamente meglio. Mi trovo a tu per tu con Stefania
Disconzi, sfrutto ignobilmente le inquadrature dei fotografi
dedicate a lei, mi piazzo davanti per cercare, se possibile,
di agevolarla: duro poco, perchè vedo che Benatti, un
centinaio di metri là davanti, non guadagna più terreno come
prima ed allora, egoisticamente, ci provo.
Il tratto finale è una liberazione, più che altro perchè
mi ricordo di ogni metro, avendolo già percorso
nell'edizione 2008, e questo mi aiuta più di quanto potrebbe
farlo un'autobotte piena d'acqua tutta per me. Lo speaker
scandisce i singoli nomi, ed è una gradita sorpresa, la foto
finale, invece, no: non esiste un termine per darle un
titolo. Ho pensato a "massacrato", ma non rende bene
l'idea... Ma è solo questione di essere furbi: non lo sono
stato. Una mezza è pur sempre una mezza, bisogna portarle
rispetto, è meglio correrla quando si sa di avere davvero i
mezzi per uscirne discretamente bene.
Non so se l'anno prossimo sarò ancora ai nastri di
partenza di questa gara perchè la mia preparazione, in
questo periodo, proprio non prevede assolutamente le 21 km,
di certo però la consiglio vivamente a tutti quanti voi
perchè, "massacrata" a parte (ma, ripeto, basta essere
intelligenti), ci si diverte un casino.
DOMENICA 5
APRILE 2009
Conosco a
menadito le strade dove si corre la maratonina del Tamburino Sardo.
A Villafranca sono confinato per lavoro e nelle calde giornate di
sole mi capita di passare la pausa pranzo sulla collinetta del
Tamburino.
Amo guardare
la pianura sconfinata e, appena volto lo sguardo verso nord, le mie
amate montagne.
Ogni volta riconosco per prima la cima del Corno d'Aquilio. La
immagino come me, un po' solitaria, qualche volta silenziosa ed
introversa, forse per necessità più che per scelta.
Insomma ho più
di un motivo per correre oggi la mia prima gara con il pettorale.
21 km e un solo obiettivo: magari per una manciata di secondi, ma
arrivare in meno di due ore.
Tutte le domeniche corro sulle strade delle non competitive ma
l'ansia che mi ha sorpreso stamattina non l'avevo mai provata.
Sono come un ragazzino al primo giorno di scuola ed il destino, che
qualche volta non improvvisa, mi ha dipinto sul pettorale la
tabellina del tre: 3-6-9.
Stefano e Vinicio hanno nelle gambe tempi ben diversi dai miei, ma
decidono di immolare la propria prestazione al valore dell'amicizia
e staranno con me fino all'arrivo.
Vabbè.....Stefano
non lo mollo perché deve ancora ritornarmi i venti euro
dell'iscrizione che gli ho anticipato.
Partiamo regolari e i primi 10 km sono dedicati al cazzeggio,
stimolati dalla presenza nel nostro gruppetto occasionale di due
runners che prima si fanno superare, poi ci sorpassano e così via
fino all'attacco della salita del Tamburino Sardo.
Siamo al
dodicesimo km e molte energie le abbiamo inesorabilmente perse.
Saliamo senza apparenti variazioni di ritmo, faccio finta di niente
ma con la coda dell'occhio mi accorgo che la bionda e la bruna
faticano a mantenere il nostro passo.
La gara è gara
ed in discesa pigio il piede sull'acceleratore. Al diciottesimo km
si accende la spia della riserva. Il cronometro è spietato e mi
avvisa che non ho tempo per rifiatare, pena lo sforamento del muro
delle due ore. Stringo i denti fino all'arrivo, sprint finale e
tempo ufficiale di 1h59'05", in 442.ma posizione.
Attendo
l'arrivo della bionda e della bruna, non ho fiato per pronunciare un
discorso articolato e mi limito a complimentarmi stringendole le
mani.
Come i corridori veri consegno il chip, ritiro il ricco pacco gara e
mi trascino verso la macchina.
Sto pensando al mio letto.......sto arrivando
Sempre
bella la Tamburino Sardo
Scritto da Davide Testi da
runnerman.net
Lunedì 06 Aprile 2009 08:05
Maratonina che si disputa tra i sentieri del meraviglioso
paesaggio collinare di Custoza.... protagonista? Il
Tamburino Sardo.
Come
nelle edizioni precedenti, per me il terzo anno consecutivo,
mi presento puntuale agli impianti sportivi di Villafranca
per partecipare come tradizione podistica veronese vuole
alla maratonina del tamburino sardo. La mia missione è
migliorare il personale di questa gara e scendere sotto
1h30'07" ottenuto l'anno scorso. Non è stato di certo il mal
tempo di questi giorni a fermare noi atleti della
competitiva e tutti gli affezionatissimi podisti della
"Marcia del tamburino Sardo" che quest'anno giunge alla 35^
edizione.
Già
alle 8.00 di mattina il piazzale Olimpia antestante i centri
sportivi risulta saturo di auto con un via vai di sportivi
che si apprestano a raggiungere il flusso amatoriale pronto
al via per le 8.30 con la possibilità di scegliere i tre
percorsi stabiliti di 5 - 10 - 15 Km.
Parcheggiato nello spazio dedicato dietro i campi sportivi
mi appresto a raggiungere il gazebo dove vengono consegnati
i pettorali quest'anno forniti da RunnerMan.Net.
Il
tempo non è bellissimo ma fortunatamente tiene, non c'è
freddo e decido per un abbigliamento leggero, canotta e
pantaloncini per non rischiare di soffrire il caldo dato
l'alto grado di umidità presente.
Breve
riscaldamento, punzonatura, pronti…via. Allo sparo decido di
condurre un'andatura spinta ma non troppo limite per non
ritrovarmi poi ad affrontare i tratti in salita senza
l'energia neccessaria a mantenere il ritmo che mi permetta
di arrivare nel tempo prestabilito. Il garmin segna una
media di 3'50" per i primi 4 Km poi passo a 4'05" fino a
ridosso di Custoza (chiudo i 10 Km in 40'50") dove inizia la
rampetta sterrata e inevitabilmente abbasso la media a 4'30
- 5'00". E' questo il tratto più impegnativo, lo supero
abbastanza bene e recupero in discesa, tratto che affronto
con giudizio per la precarietà del terreno particolarmente
scivoloso! Non posso quindi spingere molto. Al 15 Km
controllo la media che è di 4'10", devo aumentare altrimenti
non riesco a chiudere sotto 1h30".
Claudio, mio compagno di squadra al 17° Km mi raggiunge e
grazie al suo "spirito trainer" chiudiamo insieme la gara
come da pronostico, 1h29'48"…. Obbiettivo raggiunto.
Non è
sicuramente un tempone ma il solo fatto di essere
leggermente migliorato su questo percorso che non è per
niente semplice mi gratifica. Se il terreno fosse stato più
asciutto sicuramente avrei chiuso la gara qualche decina di
secondi prima, avrei sfruttato meglio i punti sterrati in
discesa.
Nel complesso ottima l'organizzazione, complimenti al gruppo
gpv TAGICAR che ancora una volta dimostra passione e
l'impegno nel preparare e presentare un evento che oggi
risulta nell'ambito del podismo veronese tra i più
frequentati e ammirati. Ottimo anche il pacco gara!
Davide
Testi
Scritto da Fabio Rossi
Domenica 05 Aprile 2009 15:24
La mattinata era iniziata con una leggera pioggia ad
indispettire i numerosi appassionati i quali potevano optare per tre
percorsi non competitivi (6 - 10 - 15 km) oppure per la meza
maratona competitiva quest’anno giunta alla sesta edizione. Poi la
pioggià è cessata tanto che un discreto sole ha fatto capolino.
Sono stati 4300 i partecipanti alle camminate
popolari ai quali vanno aggiunti i 526 arrivati nella competitiva
(record eguagliato) e un’altra trentina nella retro running: piena
la soddisfazione del GPV Tagicar che di anno in anno migliora sempre
di più sotto l’aspetto organizzativo.
Doveva essere la sfida della “bella” tra Pasetto e
Colnaghi, ma quest’ultimo ha dovuto anzitempo alzare bandiera bianca
a causa di un problema tendineo. Il veronese Gianluca Pasetto ha
così avuto via libera andando a vincere per la terza volta questa
manifestazione: 1h09’24” il suo tempo, il terzo migliore di sempre
della manifestazione. Il bresciano Renato Tosi, che aveva provato ad
impensierire Pasetto nelle prime battute, ha colto un bel secondo
posto in 1h10’55”. Completa il podio, per la terza volta
consecutiva, Giuseppe Dal Bosco Eibaner in 1h11’31”. Simone Faustini
e Fillippo Dusi chiudono quarto e quinto acceditati entrabi di
1h13’01”.
La capoeverdiana Sonia Lopes vince questa gara solo
negli anni pari e anche quest’anno non è riuscita a sfatare il tabù.
La vittoria è infatti andata alla padovana Giovanna Ricotta in
1h19’43”, tempo che vale come nuovo record della manifestazione. La
Lopes, staccatasi dalla vincitrice quando la strada ha iniziato a
salire, ha stoppato il cronometro su 1h21’38”. Bello il terzo posto
della reggiana Rosa Alfieri in 1h23’19”. Al quarto e al quinto posto
si sono piazzate la veronese Stefania Disconzi e la torinese Sara
Ferroglia.
Nella gara riservata ai retro runners, dopo 2 km i
più veloci sono stati Moreno Tommasi e Rita Loberto.
Tamburino Sardo
Scritto
da Simone Cartom Crema
dal sito Runnerman
Sabato 04 Aprile 2009
08:36
Romanzetto che aiuta a
conoscere e capire una
delle tante vicende
della storia dell'unione
d'ITALIA.Dedicato ad un
amico di Villafranca che
sta combattendo per ben
altra battaglia. Una
semplice dedica che non
ha nessuna relazione con
questo racconto se non
per la forza interiore
che dobbiamo avere in
alcuni momenti cardine
della nostra Vita.
Cinque aprile
duemilanove, siamo a
Villafranca, vicino alle
verdi meravigliose
colline di Custoza. I
protagonisti della
vicenda sono io e il ben
più importante
"tamburino sardo". Lui
ha già dato il nome alla
manifestazione e ad
altro nella zona. Io
no, e credo che ben
pochi si ricorderanno di
me in futuro, tranne
qualche creditore.
Sempre "Lui" era un
ragazzo, molto più
giovane di me, aveva
quattordici anni,
potrebbe esser stato mio
figlio, per età, colore
ed altezza ma non certo
per tenacia.
Io sono un "pappamolla"
a confronto, ma oggi mi
sentivo lui. Il
piccoletto dal viso
olivastro e con due
occhietti neri e
profondi vive la vicenda
che lo vede ricordato ed
onorato intorno al
milleottocentoquarantotto,
più precisamente il
ventiquattro luglio. In
quell'occasione si
trovava asserragliato
con una sessantina di
commilitoni
dell'esercito
piemontese. Nel mio caso
ero asserragliato da un
migliaio di podisti
assetati di tempi. Loro,
i piemontesi, dovevano
difendere dagli
austriaci una casa
abbandonata. Ritenuta
strategica. Io
difendermi da uno dei
tanti che mi correvano
affianco. Dopo
l'ennesimo attacco degli
uomini del Radetzky, il
nostro capitano Sabaudo
affida una missione al
"piccolo Tamburino":
portare un dispaccio,
con richiesta d'aiuto,
ai carabinieri italiani
appostati in una zona
limitrofa,
Villafranca.
Il mio incarico
ufficiale è
invece battere per
distacco Testi, il 210.
I nostri confronti, in
precedenza m'han sempre
visto vincitore, tranne
una volta. Quella volta
le cronache lo diedero
vincitore, evidentemente
non tenendo conto del
mio atteggiamento da
stratega, da vecchio
giocatore di bigliardo;
la rivincita te la fa
vincere per spennarti
nella "bella". In tutte
le letterature infatti
esiste la burba, il
pivello, la schiappa, il
bambinetto che lasci
vincere perché
altrimenti non gioca più
e si riporta a casa il
pallone. Ed allora per
continuare a giocare
atteniamoci a certe
farse che comunque
allietano. Ma questa
volta una stecchetta nei
denti non gliela toglie
nessuno: tipo qualche
minuto di distacco. Uno
sberleffo.
La sfida stavolta vale
solo se vinco io, perché
sono acciaccato e se
riuscisse a battermi non
avrebbe valore e
comunque come disse
Eddie Felson (Paul
Newman, in "Lo
Spaccone") a Minnesota
Fats (Jackie Gleason) "
Io sono il più
forte che hai
conosciuto, sono il più
forte di tutti. Anche se
mi batti resto il più
forte".
Ma torniamo al
"Ragazzo" che fugge
dalla casa assediata
dagli uomini del
"Testi Radetzky",
calandosi con una
corda dal retro e
correndo a più non
posso verso la
vallata. Sotto il
fuoco dei cecchini
quella piccola
figura fugge verso
i campi. Anch'io sto
fuggendo. Tanti
colpi, tanti.
Colpito. Il
Tamburino rotola a
terra e non si
rialza. Io non cado
ma il mio animo si.
Non è morto. Nemmeno
io lo sono. Si
trascina, pure io,
per qualche
centinaia di metri e
poi sanguinante
riesce a rialzarsi
e ricomincia a
correre ancora più
veloce. Io penso a
lui e riparto ma con
un male lancinante
poco dissimile dal
dolore di una gamba
trafitta da un
proiettile
infuocato. Riesce a
raggiunge
Villafranca ed i
carabinieri. Il
tempo passa, e i
nostri piemontesi
sono disperati
quando, sotto alla
collina scorgono
carabinieri:
finalmente. Il
piccolo tamburino
c'è riuscito. Io
pure. Il capitano,
anch'esso ferito,
finita la battaglia
desidera incontrare
il suo luogotenente.
Lo ritrova in un campo
adibito ad ospedale in
mezzo a non si sa quanti
disperati. Pallido e
smagrito, il Tamburino
inizia a parlare di
quella corsa,
dell'incarico che doveva
assolvere. Il capitano
mentre lo ascolta
s'accorge che al ragazzo
era stata amputata una
gamba. Giunge in
quell'attimo il medico
che comunica al capitano
come la gamba si sarebbe
potuta salvare, se non
fosse stata sforzata
assurdamente. E' così
che l'austero Capitano,
soldato di poche parole,
dice: "Io non sono che
un capitano. Tu sei un
eroe ".
Poi abbraccia il
tamburino, e lo bacia
tre volte sul cuore. Bè,
a me è successo molto
meno ma quei baci li ho
sentiti pure io.
Si può vincere anche
senza battere nessuno.
Alla prossima Testi.
Simone Cartom Crema l'11
(ogni paragone o
parallelo
storico-personale vuole
esser interpretato in
maniera simpatica e
senza mancanza di
rispetto alcuno)
di Fabio Rossi da
podisti.net
Domenica si correrà a Villafranca di Verona la 6^
Maratonina del Tamburino Sardo (Memorial Boscarini – Gallizioli),
quarta prova del Circuito Verona con la Corsa. La sede del ritrovo è
quella solita di Piazzale Olimpia, l’area antistante la piscina
comunale del paese scaligero, e la partenza è fissata alle ore 9.15.
I ragazzi e le ragazze del GPV Tagicar Villafranca del neo
presidente Mario Arigò, come sempre, metteranno il loro entusiasmo e
la loro competenza nell’accogliere nel migliore dei modi tutti gli
appassionati che interverranno all’evento.
Ma la festa domenica non riguarderà solo l’aspetto
competitivo: è infatti in programma la classica Marcia del Tamburino
Sardo giunta quest’anno alla 35^ edizione e come sempre inserita nel
calendario UMV. La partenza è prevista per le 8.30 su percorsi di 6
– 10 – 15 km.
Alle 11.15, invece, ci sarà un’altra partenza
competitiva, quella della gara riservata agli amanti della corsa
all’indietro. Sotto l’attenta regia di Moreno Tommasi verrà
allestita la 3^ Retrorunning del Tamburino Sardo.
Tornando alla gara clou, si segnala il record di
iscritti: hanno infatti perfezionato la loro adesione quasi 580
atleti e considerando l’elevata quantità di gare previste per
domenica 5 aprile, il morale e la soddisfazione del comitato
organizzatore sono molto elevati.
Per quanto riguarda gli atleti di punta quella di
domenica sarà la gara della “bella” tra Pietro Colnaghi e Gianluca
Pasetto: i due atleti si sono già aggiudicati due edizioni a testa
(la prima, nel 2004, fu vinta da Adriano Brentegani). Il brianzolo
Colnaghi, vincitore della maratone di Alessandria e di Calderara di
Reno, quest’anno ha trionfato nella mezza di Oggiono ed è arrivato
secondo in quella di Sirone, in maratona ha colto un settimo posto a
Verona, un quarto a Piacenza ed è arrivato terzo degli italiani a
Roma. Pasetto, invece, dopo gli obblighi societari per i cross, ha
corso tre mezze maratone (Ferrara, Pieve di Cento e Villa Lagarina)
ottendo 1h07’33” come miglior prestazione. Ha vinto la Classica
della Madonnina a Modena e la 10 Miglia Lupatotine e si è piazzato
secondo al Palio del Drappo Verde. Tra i due sarà davvero un bel
duello.
Attenzione al trio della San Rocchino di Brescia che
schiererà l’esperto Giorgio Bresciani, il tenace Renato Tosi e il
figlio d’arte Simone Faustini (il papà Osvaldo è stato due volte
campione italiano di maratona). Su un percorso impegnativo come
quello del Tamburino Sardo non bisognerà sottovalutare nemmeno
Giuseppe Eibaner Dal Bosco e Filippo Dusi e nemmeno, come del resto
sempre, il sempreverde Massimiliano Bogdanich. Un atleta da
controllare sarà anche il 44enne reggiano Giuseppe Pellacani
quest’anno già quarto nella Mezza di Santa Croce.
In campo femminile l’italo-capoverdiana Sonia Lopes
sembra essere un gradino sopra le altre, ma dovrà vedersela con la
cabala che a Villafranca la vuole trionfatrice solo negli anni pari.
Il suo principale successo in questo 2009 l’ha ottenuto nella mezza
di Brugnera dove con 1h17’13” ha anche realizzato il suo primato
personale. La sua più temibile avversaria, così come accadde un anno
fa, dovrebbe essere la padovana Giovanna Ricotta quest’anno già
seconda alla mezza di Monteforte d’Alpone e terza al Palio del
Drappo Verde mentre in passato ha trionfato nelle 42 km di Pisa e
Latina. Altre ragazze da non sottovalutare saranno Rosa Alfieri e
Sara Ferroglia che in comune hanno una vittoria nella maratona di
Palermo. La Alfieri quest’anno ha vinto a Reggio Emilia la mezza di
Santa Croce ed è arrivata terza alla Valli e Pinete e nel 10.000 di
Reggiolo. La geometra Ferroglia, torinese di Settimo, è stata
vicecampionessa italiana di maratona nel 2001 e ha vinto un’edizione
della maratona di Calderara di Reno. Nel 2008 ha concluso all’ottavo
posto la maratona di Torino e ha vinto la mezza di Ciriè. Della
partita saranno anche la veronese Stefania Disconzi (due volte
vincitrice della maratona di Verona) e la somala Deqa Dahir Warsame.
Malgrado le numerose maratonine e
maratone che si svolgeranno il 5 aprile e ad un giorno dalla
chiusura delle iscrizioni, con 566 iscritti è stato battuto il
record di 546 iscritti della scorsa Maratonina del Tamburino Sardo.
E' possibile iscriversi fino alle
ore 22 di giovedì 2 aprile.
Non sarà Possibile iscriversi il
giorno della corsa